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Le origini del galleggiamento

27/08/19

La vasca di galleggiamento (o di isolamento), risale alla fine degli Anni Cinquanta, quando il Dottor John Lilly la inventò per lo studio della deprivazione sensoriale.


Nei laboratori del National Institute of Mental Health, un giorno il Dottor Lilly trovò una grande vasca utilizzata durante la Seconda guerra mondiale per alcuni studi sui sommozzatori. Decise di adattarla ai suoi scopi per poter approfondire gli effetti della deprivazione sensoriale sul cervello umano e sugli stati alterati di coscienza.
All’epoca infatti il dibattito scientifico verteva sull’eventualità che il cervello smettesse di funzionare in assenza di stimoli sensoriali. Per investigare su questa possibilità, John Lilly trasformò la vasca in uno strumento in grado di ridurre al minimo gli stimoli esterni.

Originariamente la vasca permetteva allo sperimentatore di restare in una posizione verticale, ma successivamente gli studi proseguirono su una ad assetto orizzontale. Veniva riempita di acqua satura di Solfato di Magnesio, mantenuta costantemente a temperatura corporea in modo da eliminare la sensazione tattile. Il corpo dello sperimentatore si trovava così a galleggiare in assenza di gravità in un liquido isotermico.
L’assenza degli altri stimoli veniva garantita isolando la vasca e l’ambiente in cui si trovava da luce e rumori esterni.


John Lilly sperimentò in segreto la vasca su sé stesso, portando il suo organismo in assenza di stimoli per molte ore di seguito: da queste esperienze capì che non solo il cervello non smetteva di funzionare, anzi il galleggiamento gli aveva conferito la sensazione di riposo più profonda che avesse mai provato.
Successivamente ai suoi studi la vasca di deprivazione sensoriale divenne uno strumento diffuso per raggiungere rilassamento, benessere e introspezione interiore.